Mothering the Mother: fare da madre alla madre, come diceva Eva Reich, significa proteggere, custodire e supportare il processo bioenergetico della donna durante il “periodo sensibile”, cioè nelle prime ore e settimane immediatamente dopo il parto.

Favorendo un ambiente funzionale, la donna con l’aiuto di una persona esperta, può attingere alle sue risorse interne e sciogliere quelle paure e resistenze che limitano il contatto con se stessa e con il suo bambino. I sentimenti forti e contrastanti, di tenerezza e di paura, che inondano il corpo della madre durante e dopo la nascita, possono essere così potenti da sopraffarla quasi e per questo la madre resiste e si oppone a essi.

In quei momenti, è fondamentale aiutare la mamma a non colpevolizzarsi per ciò che sta provando. La comprensione, se espressa anche con il contatto dolce fisico e verbale da parte di chi le sta vicino, può aiutarla ad accettare il bambino e le sensazioni sconvolgenti che porta con sé.

È come se la natura, in questo particolare momento, grazie alla mediazione di una persona empatica, mettesse a disposizione della coppia madre-bambino tutto il potenziale di autoregolazione e di auto-guarigione.

Le madri toccate con dolcezza toccano i loro bambini con dolcezza, le bambine toccate con dolcezza toccheranno i loro figli con dolcezza. Eva Reich 

Il bambino viene al mondo e anela il contatto con la madre, è programmato filogeneticamente per entrare in contatto con lei, ha le capacità e abilità per farlo: il primo sguardo, l’aderenza di pelle contro pelle, è in grado di trovare informazioni da questo, di nutrirsi di questo. E’ importante sostenere nella madre la sensazione profonda di quanto sia importate anche per lei nutrirsi del contatto della pelle del suo bambino e incontrare il suo sguardo.

È in questa relazione di presenza, riconoscimento e accudimento, che il bambino strutturerà la percezione di Sé con sé e di Sé nel mondo.